PARTITO DI SCIROCCATI IN MALAFEDE
Gli sciroccati, nel partito forzitaliota, abbondano; se ve ne fosse stato ancora bisogno, ecco l’ennesima dimostrazione: questa volta è il sedicente giornalista Maurizio Belpietro, direttore responsabile della discarica di rifiuti tossici chiamata Libero, a darla.
All’inizio della puntata di Servizio Pubblico di giovedì diciassette ottobre, lo scendiletto - interpellato sulla presunta omosessualità della supposta ‘fidanzata’ del Delinquente di Arcore - risponde: “ma chi se ne frega dei gusti sessuali della Pascale: ognuno fa quello che vuole”.
Chi scrive non può che essere d’accordo, in linea di principio, con quanto latrato dallo scribacchino: solo che questo non può valere per chi asserisce di essere la compagna di un personaggio pubblico alla ricerca di una vita almeno apparentemente ‘normale’, e di una ‘verginità sessuale’, che cozza nettamente con i sette anni di condanna, subiti in primo grado, per il reato di prostituzione minorile in relazione alla vicenda di Ruby Rubacuori e delle serate, non certamente degne di un convento di suore di clausura, consumate a villa San Martino di Arcore.
Ma evidentemente
l’imbrattacarte di Milano, via Luigi Majno 42, ha amicizie altolocate - ed
altrettanto poco in quadro dal punto di vista mentale - che insultano il bravo
conduttore.
Faccia di Plastica (Daniela Garnero) parla di “squallore del classico uomo
utilizzatore finale: andrebbe indagato per sfruttamento della prostituzione”.
Non c’è dubbio che nessuno meglio di lei - che frequenta assiduamente le residenze del Criminale Lombardo - può saper riconoscere gli sfruttatori di signorine consenzienti: il guaio per lei è che, se anche fosse, la signorina Dragomera Boneva è maggiorenne, non come quelle con cui va Al Pappone.
Ino Brunetta si spinge
addirittura a dichiarare: “Da Santoro ormai solo fango mediatico gettato nel
viso dell’avversario politico di turno. Questa è macelleria televisiva”.
Il Pagliaccio Tascabile veneziano dimentica che, se anche fosse, sarebbe
soltanto una piccola risposta a tutto quanto è stato riversato addosso alle
persone serie, che se la prendevano con il Malvivente Milanese, da parte dei
servi di quest’ultimo; i casi sono innumerevoli, e non è il caso di rivangarli:
basti per tutti quello del giudice, che aveva condannato il Padrino di Arcore in
relazione allo scippo della casa editrice Arnoldo Mondadori, preso di mira
perché - pensate un po’ - sedeva su una panchina con addosso un paio di
“orribili calzini color turchese”.
Genova, 19 ottobre 2013
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Genova
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